Continua il mio 52 word project che provo ad accompagnare con qualche lavoro realizzato un pò di tempo fa e che conservo placidamente nel mio archivio fotografico e mai condiviso qui sul blog. La parola scelta per la decima settimana è ARDORE.
Che cos'è per me l'ardore... Ardore è passione profonda, un desiderio che ti accende. Ardore è calore emotivo, quel sentimento vivo che ti avvolge completamente. Ardore è slancio vitale, forza interiore, determinazione. L'ardore è la scintilla, il battito del cuore che ti riporta alla vita. Può capitare a volte di non sentirlo più, ma forse questo accade perché non ci si ferma ad ascoltare in silenzio e profondamente quello che sentiamo davvero. Oggi io chiudo gli occhi e visualizzo questa energia, la sento dentro, impetuosa, che guida le mie scelte e mi da vigore quando sento di non avere più energie.
Probabilmente l'ardore è una delle parole che più sento mia perché rappresenta e descrive al meglio la natura ambigua delle cose, una caducità e una imperfezione perfettamente umana. L'ardore può illuminare ma anche consumare quando assume le connotazioni dell'ossessione, quando diventa ingovernabile e al tempo stesso è la fiamma dell'anima, ciò che rende l'uomo capace di trascendere la semplice sopravvivenza e trasformare la vita in qualcosa che dà direzione, intensità e significato.
L'ardore è quella molla che mi ha spinto nel lontano 2017 ad immaginare il mio Creative Studio e quando penso a quei giorni, la mia mente si riempie di ricordi bellissimi. E per chiudere il post di oggi vi lascio un piccolo tutorial che trovate qui in cui vi mostro come ho realizzato questo portafoto partorito dalla mente geniale di Steffi Ried, alla prossima
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